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Colesterolo: cosa ne sappiamo davvero?

colesteroloOggi desidero parlarvi del colesterolo, un argomento sicuramente molto interessante, ma del quale si sa poco. Desidero soprattutto sfatare molte false credenze. Nell’articolo intitolato “Omega 3: ecco come mantenersi    Giovane!” ho già parlato dell’importanza degli acidi grassi polinsaturi.

Un sondaggio effettuato pochi mesi fa ha evidenziato chiaramente che i consumatori italiani non sanno ciò che mangiano.  In effetti non c’è nessuno che spieghi come stanno veramente le cose, ed anche leggendo le etichette non si riesce a comprendere cosa significhino veramente. 

Mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità’ raccomanda un consumo moderato di grassi, la Comunità Europea – a differenza degli Stati Uniti – non impone ai produttori l’obbligo di inserire una tabella nutrizionale completa.”

Il campo è estremamente vasto e non potrò esaurire l’argomento con un solo articolo.

  Colesterolo

E’ ormai universalmente riconosciuto e accettato dagli scienziati che il rischio di sviluppare malattie cardio-vascolari è conseguente al consumo di “grassi trans”, comunemente utilizzati nei fast food, nella pasticceria industriale e per la preparazione delle margarine, che determinano un processo infiammatorio.                                                      colesteroloEppure il mantra sul colesterolo continua a girare sulle bocche di tutti da una quarantina d’anni, da quando cioè il dottor Ancel Keys iniziò il “Seven Countries Study”, uno studio sull’alimentazione condotto in Grecia, Italia, Spagna, Sud Africa, Giappone e Finlandia.  

La conclusione fu che ” la dieta mediterranea” basata sul consumo di cereali integrali, molte verdure, frutta, un po’ di pesce poco pregiato come il pesce azzurro,  e sulla riduzione di proteine animali, di grassi animali saturi, a favore dell’olio extravergine di oliva che era presente in abbondanza in quelle zone, era quella che più di ogni altra era in grado di ridurre l’incidenza delle malattie cardiovascolari e di alcune forme di cancro.

Questo modo di alimentarsi doveva essere caratterizzato anche dal consumo di dosi ridotte di alimenti, e da molta attività fisica da svolgersi quotidianamente. E’ importante ricordare che il modello al quale Keys si riferiva era quello di una agricoltura, e quindi anche di una dieta di sussistenza, perché prodotti come latte, formaggi, carne, erano destinati alla vendita.

Una cosa importante mai evidenziata  esaminando tutte le morti complessive registrate nel corso dello studio, durato 25 anni, fu che: l’incidenza di malattie coronariche era correlata (Correlazione) ad un livello di colesterolo elevato, ma ad un maggiore livello di colesterolo corrispondeva una minore incidenza di morti, soprattutto dovute a cancro (Causalità).* (American Journal of Epidemiology –1992)

colesteroloUno studio condotto dal prof.  Michael De Bakey, riportato dal   su 1700 pazienti con malattia aterosclerotica è giunto alla conclusione che non vi è alcuna correlazione precisa tra i livelli sierici di colesterolo e la natura e l’estensione della malattia aterosclerotica. Otto  pazienti su dieci avevano valori di colesterolo inferiori ai limiti superiori della norma per la procedura utilizzata. (Journal of the American Medical Association-1964)

Nel 2003 il prof. Uffe Ravnskov  dell’ Università di Copenaghen, ricercatore indipendente e membro di diverse organizzazioni scientifiche internazionali , nei suoi libri, purtroppo non tradotti in italiano,   “The Cholestrol Myths” e  “Fat and Cholesterol are Good for You” è giunto a conclusioni interessanti come quella che il colesterolo elevato può avere effetti protettivi nei confronti delle infezioni e dell’aterosclerosi. 

colesteroloSe un  alto livello di colesterolo totale  o della frazione  LDL  fossero la più importante causa di malattie cardiovascolari, dovrebbe essere un fattore di rischio in entrambi i sessi, in tutte le popolazioni, e in tutte le età. Ma in molte popolazioni l’associazione tra colesterolo totale elevato  e mortalità è assente o inversa, soprattutto  sorprendentemente nella maggior parte degli studi di soggetti anziani.

Anche  la distinzione tra HDL e LDL, universalmente riconosciuti come colesterolo “buono” e “cattivo”,  non è completamente esatta. Andrebbe rivisitata in quanto da recenti studi sembrerebbe che la questione sia un po’ più complicata.

Secondo recenti studi, il colesterolo “buono” sarebbe costituito a sua volta un colesterolo buono e uno cattivo,  idem per quello “cattivo”,  bisogna poi tener conto di altri fattori  perché esistono studi che evidenziano più attacchi  cardiaci in soggetti con il colesterolo buono e viceversa.

Un elevato valore di colesterolemia è solo un indice di sospetto per una ipercolesterolemia, ma sono necessari altri parametri come:

  • valori elevati delle lipoproteine a bassa densità (LDL)
  •   ”        normali   ”    lipoproteine a bassissima densità (VLDL)
  • valori elevati delle beta-lipoproteine
  • valori normali o elevati dei trigliceridi

Questi sono solo alcuni esempi del numero elevatissimo di studi compiuti, e appare evidente che ci sia qualcosa di sbagliato nelle teorie riportate dalla stampa popolare nella quale vengono sbandierate per sostenere le vendite di prodotti cosiddetti “light” dove i grassi sono sostituiti da zuccheri e da altri componenti che devono rendere accettabili al palato tali prodotti, perché sappiamo bene che una delle tante importanti funzioni dei grassi è quella di dare sapore ai cibi. L’idea che i grassi saturi di per sé possano causare malattie cardiache e il cancro è semplicemente sbagliata. Ma è vero che alcuni grassi sono nocivi per noi. Per capire quali, dobbiamo sapere quali  funzioni  svolgono i grassi nel nostro organismo. Ma questo sarà oggetto di un prossimo articolo.

Lascio che ogni lettore tragga le sue conclusioni…..

 *  Differenza tra Correlazione Causalità

Buona Salute!

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