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Latte: se lo conosci lo eviti

latte crudo

Oggi desidero parlarvi del latte, un alimento molto controverso. La confusione deriva da una enorme ignoranza generale. La maggior parte dell’informazione che riceviamo sul latte, non proviene da fonti indipendenti, al di sopra delle parti, ma dalle grandi società del settore che finanziano le ricerche.

Il problema più considerato è quello dell’intolleranza al lattosio, per questo in commercio si trovano latti privi di esso. L’uomo è l’unico animale che continua a consumare latte da adulto.

Dai 2 anni in poi l’enzima lattasi che scinde il lattosio(zucchero composto da due molecole, galattosio e glucosio) inizia a perdere di efficacia, e moltissime persone non riescono più a digerire il lattosio che viene fatto fermentare dalla flora batterica intestinale con conseguente produzione di gas e di diarrea.

Quindi il lattosio si trasforma in acido lattico, un sottoprodotto tossico e soprattutto acidificante.  Essendo comune alla maggior parte delle persone, non viene considerata una malattia.

Esistono tre tipi di intolleranza al lattosio:

  1. quando vi è un’intolleranza congenita per mancanza della lattasi, a questa si può supplire solo con un’alimentazione priva di lattosio, evitando di utilizzare latte di soia per i motivi che spiegherò più in seguito. E’ piùttosto rara.
  2. Più comune è quella che colpisce i bambini in età prescolare in cui vi è una diminuzione progressiva dell’enzima che scompare completamente in età adulta.
  3. Intolleranza temporanea che si manifesta in seguito a diarrea acuta causata da rotavirus ,che scompare nel giro di alcuni mesi.

I problemi più gravi sono altri, e sono collegati ai trattamenti termici necessari per una lunga conservazione, come la pastorizzazione e l’UHT, e con la presenza della caseina.

Prima di tutto desidero evidenziare le le differenze esistenti tra il latte crudo, il latte pastorizzato e il latte a lunga conservazione.

latte-prodotti caseariIl latte crudo non trattato termicamente presenta una flora batterica benefica,  in condizioni controllate , ma potrebbe essere soggetto a inquinamenti in assenza del rispetto delle norme igieniche da parte del produttore.

Non avendo subito effetti termici, gli enzimi come il lisozima e le proteine attive non sono denaturate, (per denaturazione si intende la  perdita della struttura nativa delle proteine) e molti sali inorganici sono più biodisponibili ed assimilabili dall’ organismo. Le vitamine che sono termolabili sono tutte presenti. Il latte è munto in giornata e soltanto filtrato, quindi se non bollito, va consumato al massimo in due giorni.                                                                               Nei molti paesi con una lunga tradizione casearia, il latte crudo è non solo legale, ma anche sempre menzionato con orgoglio in etichetta.

Gli studi dell’ ing Simoneton sul valore energetico degli alimenti hanno dimostrato che il latte vaccino NON è un alimento adatto per la salute dell’uomo. infatti perde rapideamente la sua energia vitale: appena munto è di 6500Å; dopo 6 ore 6000; dopo 48 ore 2000; dopo la pastorizzazione quasi 0 (zero)Å.

Il latte pastorizzato è unlatte morto”. La distanza dalla mungitura può essere superiore alle 24 ore . Le sieroproteine sono denaturate per il 40% circa, alcuni enzimi come la fosfatasi sono in ogni caso inattivate. Il grasso presente è maggiormente emulsionato (omogeneizzato) e non tende ad affiorare in superficie, pertanto è più facilmente digeribile.  Senza batteri non si fa il formaggio. Infatti per poterlo caseificare vengono aggiunti dei fermenti in polvere.

Siccome tutto viene standardizzato, questi fermenti sono uguali in tutto il mondo, e quindi danno formaggi tutti uguali, anonimi. Stati Uniti e Germania sono i primi produttori mondiali di formaggi, ma nessuno conosce il nome  anche di uno solo di essi.

Il latte  alunga conservazione“è chiamato anche UHT o uperizzazato. In confezione integra si può conservare per circa 3-6 mesi a temperatura ambiente. Viene prima omogeneizzato, preriscaldato a 80 °C e micronizzato, poi portato in 4 sec a 140-150 °C, temperatura a cui l’alimento rimane per pochi secondi. Questo provoca  parziale perdita delle vitamine termolabili e denaturazione di proteine.

Nel latte di mucca, la caseina è la proteina più abbondante e costituisce l’80% del totale.     Il 20% è costituito dalle proteine ​​del siero (alfa e beta lattoglobulina, albumina sierica e immunoglobuline). Nel latte umano  la caseina è solo il 40%.  Ecco perché le formule di latte adattato per neonati variano la percentuale di proteine ​​esistenti nel latte vaccino, nel tentativo di assomigliare a quella del latte materno.

La caseina dal latino “caseus” (formaggio)  è una  fosfoproteina  presente nel latte.             In realtà ci sono molte “caseine” , caseina A1, A2, B,K e altre ancora. E ciascuna di queste proteine presenta delle varianti genetiche.

Le proteine ​​responsabili per maggior parte delle  sensibilizzazioni  sono la caseina  e le due  lattoglobuline (alfa e beta). Sia la caseina A , che la caseina γ e la beta-lattoglobulina non esistono tra le proteine umane ma nel latte di mucca si, l’ultima è una proteina altamente allergizzante.  Tuttavia, la “caseina” è causa di allergia persistente, ma i problemi ad essa correlati sono molto più complessi e riguardano il diabete di tipo 1, le malattie cardiache e problemi neurologici.

Ora agisci !

A questo punto hai due possibilità:

  1. eliminare completamente dalla tua dieta il latte, e sostituirlo con il latte di soia, di mandorle, di riso, o comunque un latte di origine vegetale.
  2. se proprio non vuoi fare un brusco cambiamento nelle  tue abitudini alimentari o in quelle dei tuoi famigliari, vai a cercare un latte crudo, che di solito è a “chilometro zero”, e  mantiene tutte le caratteristiche di un “alimento vivo

Poiché le scoperte che ho fatto durante le mie ricerche sono estremamente interessanti, saranno argomento di un prossimo articolo.

Grazie.

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