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Latte: chi altro vuole saperne di più?

latte- mucca bruna alpina

Mucca bruna alpina

Dal punto di vista chimico, il latte appartiene alla grande famiglia dei colloidi( che saranno oggetto di un prossimo articolo) , un’emulsione per l’esattezza. Un’emulsione è costituita da due fasi: una fase grassa e una fase acquosa, per poter stare in equilibrio è necessaria la presenza di un’emulsionante. Nel latte l’emulsionante è rappresentato dalle caseine.

Il latte di mucca è costituito da un 87% circa di acqua e da un 13% di componenti solidi. La parte solida è formata da una parte grassa, una parte proteica e una parte minerale.Le caseine costituiscono l’85% del totale delle proteine, la parte rimanente è rappresentata dalle siero proteine.

Di queste caseine la più importante per quanto riguarda gli effetti sulla nostra salute è la beta caseina che si divide in beta caseina A2 e A1.      Le due caseine differiscono per un solo aminoacido, la prevalenza tra la proteina beta-caseina A1 e A2 dipende dalla razza delle mucche e anche dalla regione in cui vivono gli animali. Secondo gli scienziati è la conseguenza di una mutazione genetica avvenuta tra gli 8000 e i 5000 anni fa.

Per confermare questo, Elliot fece degli studi sui topi, somministrando ad un gruppo caseina A1, e ad un altro caseina A2. Trascorso un certo periodo di tempo, circa la metà dei topi trattati con caseina A1 sviluppò il diabete , mentre l’altro gruppo non lo sviluppò.

Provò a somministrare caseina A1 insieme al naloxone, un farmaco antagonista degli oppiacei, ma in questo caso il diabete non si manifestò.

caseina A1 e A2La differenza tra beta-caseina di tipo A1 e A2,  sta nel rilascio di un peptide chiamato beta-casomorfina-7 (BCM7), un potente oppioide, con in più un effetto ossidante.  Gli effetti negativi della beta-caseina A1 sarebbero correlati a questo peptide.

Tra gli effetti nocivi di questa sostanza vi è l‘infiammazione dei vasi , la produzione di muco a livello della gola e del naso, la sindrome da permeabilità intestinale e soprattutto la genesi di malattie come l’autismo e la schizofrenia, la sindrome di Asperger che è imparentata con l’autismo ed è caratterizzata da  compromissione delle interazioni sociali, schemi di comportamento ripetitivi e stereotipati, attività e interessi molto ristretti.

In questi soggetti mancano gli enzimi  che dovrebbero ridurre in singoli aminoacidi la casomorfina,  rilasciata dalla caseina, e della gluteomorfina, rilasciata dal glutine. Caseina e glutine rilasciano anche desmorfina ed altri peptidi oppiodi la cui presenza è caratteristica dell’autismo.

Un altro elemento fortemente a sfavore del consumo di latte è rappresentato dall’incremento del fattore della crescita IGF1. Il latte è un alimento che fa crescere quindi induce la produzione cellulare con conseguente aumento del rischio di tumore della mammella e dell’intestino. Gli uomini che bevono latte si ammalano di più di cancro della prostata.

Ecco cosa dice a questo proposito il prof. Berrino: “Raccomando a chi ha un tumore di NON bere latte di mucca.” 

Studi condotti sul rapporto esistente tra il latte e varie forme di epilessia farmaco resistente,  dimostrano un miglioramento del quadro clinico ed EEGrafico dei pazienti dopo la sospensione dell’alimentazione con latte e derivati trova anche conferma nella presenza dei medesimi antigeni d’istocompatibilità.

Recenti studi hanno individuato l’esistenza di un legame tra il consumo di latte e latticini , e la sclerosi multipla. Si è visto che esiste una elevata omologia aminoacidica tra la MOG    (glicoproteina oligodendrocita mielinica) e la proteina butirofilina contenuta nel latte, in grado di innescare lo sviluppo di una malattia autoimmune.

I neonati hanno una mucosa intestinale molto permeabile perché devono assorbire i complessi macromolecolari del colostro (che è il primo prodotto della lattazione e fornisce anticorpi al neonato), e quindi lasciano passare anche la caseomorfina  e altri peptidi oppioidi rilasciati dalla caseina e dal glutine.

milk1Le razze di mucche più antiche come quelle asiatiche, africane, Guernsey, Jersey, ma anche la Bruna Italiana hanno una frequenza di ß-caseina A2 nettamente superiore rispetto alle altre principali razze da latte italiane e, tra le maggiori al mondo.

Dal punto di vista commerciale la tutela dell’elevata qualità del latte di Bruna viene promossa e garantita per mezzo del marchio “disolabruna”.  Anche bufale, yak, capra e pecora secernono latte A2.

Le razze storicamente più recenti come la Frisona, il ceppo americano di Frisona chiamato Holstein Friesian, le più comuni razze europee, americane, australiane e neozelandesi sono tutte caratterizzate dalla caseina A1.

Questo particolare è molto importante per le conclusioni evidenziate da studi condotti in varie parti del mondo, che saranno oggetto del prossimo articolo.

Ora agisci !

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Se vuoi continuare a consumare il latte, cerca almeno i prodotti caseari del marchio “DISOLABRUNA”

 

Buona salute!

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