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Omeopatia :10 Domande Essenziali

Oggi desidero rispondere ad alcune domande che sicuramente ti sarai posto a proposito dell’Omeopatia.Molto probabilmente sono le stesse domande che mi sono posto io tanti anni fa.

1) L’Omeopatia cura con le erbe?
Le materie prime di partenza per la preparazione dei rimedi omeopatici provengono per la maggior parte dal regno vegetale, ma anche dal regno minerale e da quello animale, utilizzando animali interi ( apis, lachesis, formica rufa,…)

apis

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o parti di essi. Può essere anche una sostanza chimica o qualsiasi altro prodotto. La caratteristica che contraddistingue un rimedio omeopatico è che per essere tale deve essere diluito e dinamizzato.

2) Cosa significa diluito e dinamizzato?  La diluizione e la dinamizzazione sono la conseguenza del principio di similitudine.

Poiché la maggior parte delle sostanze utilizzate sono tossiche a dosi ponderali è necessario diluirle in modo da stimolare la reazione del soggetto, eliminandone la tossicità.                                                                                                                     Infatti scriveva Hahnemann: “La diluizione sempre più spinta dell del prodotto omeopatico non ne diminuisce l’attività purché venga fatta un’accurata dinamizzazione ad ogni passaggio.

3) Su quale principio si basa l’omeopatia?  L’omeopatia si basa sul principio di similitudine: “I simili si curino con i simili“.  un esempio: la puntura dell’ape provoca la comparsa di un edema rosato con dolori brucianti simili ad aghi roventi, che migliora con applicazioni fredde. Quando ci troviamo di fronte a situazioni del genere qualunque sia stata la causa che l’ha provocata usiamo Apis.

4) Quando è nata l’omeopatia?  La legge di similitudine, sulla quale si basa l’omeopatia, fu un’intuizione di Ippocrate, grande medico greco che visse nel III° secolo.       Si dice che durante un’epidemia di colera ad Atene usò per i suoi pazienti piccole dosi di veratro bianco,

Veratro bianco

Veratro

che ha dosi ponderali provoca diarree simili a quelle provocate dal colera.

Poi nel ‘500 Paracelso, medico e alchimista, ebbe l’intuizione della dose: ” sola dosis facit venenum” , cioè qualunque sostanza oltre una certa dose può essere un veleno.   Ma il padre dell’omeopatia fu Samuele Hahnemann, medico che visse in Germania a cavallo fra il 17º e il 18º secolo, che introdusse il termine omeopatia e ne fissò i canoni nell’ “l’Organon, l’arte del guarire”.

5) Cosa significa Omeopatia? Il termine Omeopatia è formato da due parole greche “omoios” =simile , e “pathos”=malattia. Scriveva Hahnemann: “Una malattia può essere guarita con un rimedio che ha la tendenza a produrre una malattia simile”, e ancora ” per risanare in maniera dolce, pronta, sicura e durevole conviene scegliere in qualunque infermità un rimedio che sia atto a sviluppare da se stesso una malattia somigliante a quella contro cui è diretto”.

6) Come funziona? il rimedio omeopatico agisce da stimolo, dà l’impulso all’organismo ad andare verso la guarigione senza produrre effetti collaterali.   Ogni organismo ha in sé una forza vitale più o meno grande che fa sì che, se non contrastata si vada spontaneamente verso la guarigione.

7) Perché i bambini rispondono meglio ai rimedi omeopatici? l’organismo del bambino avendo in sé una grande energia vitale, cioè una reattività integra ed un sistema di difesa immunitaria molto sensibile agli stimoli, non essendo ancora stati utilizzati farmaci di sintesi in dosi elevate, rappresenta il terreno ideale per una medicina che sfrutta le forze di autoguarigione.

8) Bisogna crederci perché funzioni? No, non c’entra il fatto di crederci o no, non vi è un effetto placebo , come viene definita dai detrattori dell’omeopatia il modo in cui agiscono i rimedi omeopatici dal momento che non contengono sostanze in dose ponderale.

La migliore conferma del fatto che l’effetto placebo non è invocabile, è che l’omeopatia è particolarmente rapida negli effetti, nei bambini e negli animali, che ovviamente non sanno ciò che stanno prendendo.

9) Il rimedio omeopatico necessita di un tempo lungo prima di fare effetto? I rimedi indicati per i disturbi “acuti” sono molto più veloci dei farmaci tradizionali nel dare la risposta, perché essendo assunti per via perlinguale passano subito in circolo e arrivano a destinazione in un tempo molto breve.

I rimedi per le malattie croniche necessitano di un tempo più o meno lungo a seconda di quanto v’è che la malattia perché si deve fare il cammino inverso.

È importante sottolineare che solo con un’omeopatia fatta bene si possono curare le malattie croniche, dal momento che la medicina tradizionale è una medicina ” sintomatica”, cioè tratta i sintomi e solo in poche patologie tra le cause, mentre l’Omeopatia è una medicina causalista .

Hahnemann

Samuel Hahnemann

 

 

 

 

 

 

 

10) Quali sono i vantaggi dell’Omeopatia? L’ Omeopatia è un sistema di cura che presenta numerosi vantaggi:

  • Considera l’uomo nella sua totalità e unicità.
  • Rappresenta un sistema di cura personalizzato.
  • E’ privo di effetti secondari e di tossicità diretta, nei neonati nei bambini, nei soggetti allergici e in gravidanza.
  • consente di trattare la malattia in maniera dolce, rapida ed efficace.
  • E’ compatibile e complementare ad altri sistemi terapeutici.
  • Valorizza il rapporto medico-paziente, attraverso il dialogo e soprattutto l’ascolto della persona con i suoi problemi.
  • Consente di trattare disturbi con i sintomi più strani, perché in omeopatia più il sintomo strano e più è significativo per il medico omeopata che sa leggerne il significato.

Buona Salute!

Dott Alberto Pedrazzo

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